sabato 21 febbraio 2015

Inquietudine al retrogusto d'amore.


Vive alla giornata, Ruggero.
Talvolta sembra quasi un automa, una macchina programmata per ripetere le stesse azioni ogni giorno in modo del tutto naturale ma sempre con quel distacco che lo fa sembrare d’acciaio; freddo e difficile da intaccare. Sempre con quella spontaneità tipica di chi è abituato a ripetere lo stesso movimento per routine o perché costretto, ma di spontaneo non c’è più niente in lui.
E’ tutto voluto, pianificato a pennello.
La sua immagine è ben costruita e consolidata, ha innalzato mura di cemento armato intorno al suo vero io per proteggerlo dall'esterno, scegliendo di blindarsi senza la minima intenzione di tornare allo scoperto un giorno.
“Gli errori vanno commessi una volta sola.” Ripete davanti allo specchio, dove il riflesso risulta sfocato.
Il suo errore porta il nome di una Donna, l’unica tra le tante nel globo in grado di strapparlo alle sue catene e portarlo vivere come solo non può, l’unica in grado di sfidarlo tirando fuori il meglio e il peggio, risvegliando ogni angolo del suo essere completo grazie a Lei. Beatrice; l’unica donna capace di renderlo umano oltre che uomo.
Amore, odio.
Bellezza, strazio.
Salvezza, morte; confine sottile.
Il vero errore l’hanno commesso entrambi preferendo il dubbio alla verità, lasciandosi.  
Ancora oggi pagano le conseguenze della scelta fatta, si chiedono perché, nonostante ciò il loro desiderio è quello di tornare insieme ed essere uniti come un tempo. Ma la paura è troppa e continua ad avere la meglio, così Ruggero va avanti allo stesso modo di sempre accontentandosi di quel Noi ormai sbiadito, e con la convinzione che: “Non tutti sono destinati a stare insieme, ma altri nemmeno tanto lontano.” ©
Calien




venerdì 13 febbraio 2015

Alba o Tramonto?



Sei ciò che voglio,
Il “perché” che vince tutti i “ma”,
l’incastro perfetto per il mio essere.

Lasciami cucire quei frammenti d’anima che ti porti dietro, riempire i vuoti del cuore come fossi la più bella tra le melodie; capace di risanare la carne solo sfiorandoti, svuotare il silenzio con le mie note più dolci e limpide.

Lasciati stringere nel mio abbraccio, fingi che io sia aria; per poterti avvolgere senza farti male, soffierei a tuo favore spingendoti verso le mete che deciderai di raggiungere.

“La terra su cui cammini scotta come cenere ardente, incendiata della rabbia che viva scorre nelle tue vene.” Ho pensato a voce alta.
“Perché sono una maledizione.” Hai risposto senza remore.

Allora permettimi di esser vittima di questa maledizione; come un esploratore che scopre un tesoro di cui l’umanità non dovrebbe sapere niente, o un navigatore che viene sommerso e inglobato dalla tempesta, sperso nell'infinità del Mare.
Lasciami seguire la via segnata dal mio cuore e dalla mia mente, per la prima volta non in disaccordo. Sii egoista quanto basta per farti amare, anche solo un istante.
Poi bruceremo travolgendo nel nostro vortice quel che ci circonda, e non m’importa se durerà il tempo di un bacio. Non m’importa perché quel breve attimo basterà a renderci eterni, infinitamente noi contro le intemperie, più in alto di ogni diceria o maledizione legata a questa terra; essa per allora non ci apparterrà più.

Interi,
vivi,
uniti da un amore più forte delle catene umane.
Cosa vuoi di più? ©
Calien

mercoledì 11 febbraio 2015

Paura di vivere.


E’ un sentiero sterrato questa vita e non tutti riescono ad affrontarla al meglio, sono in pochi quelli che hanno il coraggio di andare a piedi scalzi per la loro strada, coscienti di poter rischiare e nonostante ciò proseguire.

Harriet non è una di queste.
Lei è come le rocce bagnate dal mare; vittime di tempeste e alte maree sono costrette nella loro posizione, ferme, e giorno dopo giorno le acque portano via parti di esse. Piccoli frammenti che saranno inghiottiti dal buio degli abissi, custoditi fin quando un giorno, forse, il mare deciderà di restituirli alla terra.

Harriet è così, in balìa di tutto.
Chiunque, qualsiasi evento o emozione può lasciare un segno su di lei -ché non ha protezioni, non ha armatura, ed è esattamente come la vedi. Lascia scorrere il tempo senza accorgersi di quanto effettivamente ne sprechi, senza muovere muscolo.  
Harriet non ha forza o forse non ha coraggio, eppure, nonostante farle male sia fin troppo facile, non la vedi mai spezzarsi del tutto. E’ piena di crepe, ricordi e pensieri che bruciano, ma da queste fin quando può lascia entrare la luce. Si bea di quel calore che le invade il corpo, riempiendo –anche se per poco- i vuoti, riscaldandole il cuore.

Ancora viva.
Non importa per quanto, le basta sapere che non è ancora finita.
Harriet sbaglia, inerme osserva la vita scorrerle davanti. Sembra non le appartenga affatto, ma non tutti sanno rischiare -né vivere. ©
Calien




domenica 8 febbraio 2015

Mi presento.

Sogno ad occhi aperti, leggo senza mai stancarmi, scrivo perché ho sempre qualcosa da dire ma preferisco imprimerlo su carta, mi diverto a immortalare attimi e spesso mi esprimo con note o strofe. Sono una contraddizione vivente e quel che so di me è ancora poco.

Ho deciso di aprire questo Blog per confrontarmi con realtà diverse dalla mia, per condividere pensieri e ascoltarne altri. Si tratta anche di una sfida verso me stessa, un modo per imparare senza troppi mezzi.

Auguro buon viaggio a chiunque deciderà di far sosta qui o proseguire oltre: in entrambi i casi potrò ritenermi soddisfatta per il solo fatto di aver incuriosito, anche solo per un minuto. 
Calien