sabato 21 febbraio 2015

Inquietudine al retrogusto d'amore.


Vive alla giornata, Ruggero.
Talvolta sembra quasi un automa, una macchina programmata per ripetere le stesse azioni ogni giorno in modo del tutto naturale ma sempre con quel distacco che lo fa sembrare d’acciaio; freddo e difficile da intaccare. Sempre con quella spontaneità tipica di chi è abituato a ripetere lo stesso movimento per routine o perché costretto, ma di spontaneo non c’è più niente in lui.
E’ tutto voluto, pianificato a pennello.
La sua immagine è ben costruita e consolidata, ha innalzato mura di cemento armato intorno al suo vero io per proteggerlo dall'esterno, scegliendo di blindarsi senza la minima intenzione di tornare allo scoperto un giorno.
“Gli errori vanno commessi una volta sola.” Ripete davanti allo specchio, dove il riflesso risulta sfocato.
Il suo errore porta il nome di una Donna, l’unica tra le tante nel globo in grado di strapparlo alle sue catene e portarlo vivere come solo non può, l’unica in grado di sfidarlo tirando fuori il meglio e il peggio, risvegliando ogni angolo del suo essere completo grazie a Lei. Beatrice; l’unica donna capace di renderlo umano oltre che uomo.
Amore, odio.
Bellezza, strazio.
Salvezza, morte; confine sottile.
Il vero errore l’hanno commesso entrambi preferendo il dubbio alla verità, lasciandosi.  
Ancora oggi pagano le conseguenze della scelta fatta, si chiedono perché, nonostante ciò il loro desiderio è quello di tornare insieme ed essere uniti come un tempo. Ma la paura è troppa e continua ad avere la meglio, così Ruggero va avanti allo stesso modo di sempre accontentandosi di quel Noi ormai sbiadito, e con la convinzione che: “Non tutti sono destinati a stare insieme, ma altri nemmeno tanto lontano.” ©
Calien




Nessun commento:

Posta un commento